Via libera della Commissione Europea alle norme fiscali del Codice del Terzo Settore

Dopo quasi otto anni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 117/2017, la Commissione Europea ha finalmente dato il suo assenso alle disposizioni fiscali previste dal titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS). Questo passaggio rappresenta l’ultimo tassello per il completamento della riforma del Terzo Settore, avviata con la legge delega del 2016 e consolidata nel 2017 con l’adozione del CTS.

A partire dal 1° gennaio 2026, gli Enti del Terzo Settore (ETS) potranno contare su un regime fiscale specifico, che prenderà il posto della normativa transitoria finora basata sulle disposizioni del TUIR. In particolare, entreranno in vigore gli articoli 79, 80, 84, 85 e 86 del CTS, delineando un quadro normativo chiaro e strutturato per la fiscalità degli ETS.

L’autorizzazione della Commissione sancisce anche la definitiva scomparsa delle ONLUS, che avranno tempo fino al 31 marzo 2026 per decidere se aderire al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e acquisire lo status di ETS. In caso contrario, perderanno il patrimonio incrementale accumulato nel corso della loro esistenza. La qualifica di ONLUS, infatti, era stata abrogata dal CTS, rimanendo in vigore solo in via transitoria fino alla decisione della Commissione Europea, che ora ne segna ufficialmente la fine.

Pubblicato il 10 marzo 2025