Sommario
- Comunicazione delle erogazioni liberali: perché è importante
- La scadenza del 16 marzo 2026: chi è obbligato
- Quali enti devono inviare la comunicazione
- La soglia dei 220.000 euro di entrate
- I dati sulle donazioni da comunicare all’Agenzia delle Entrate
- I pagamenti tracciabili e le donazioni ammesse
- Donazioni escluse dalla comunicazione
- Come inviare la comunicazione delle erogazioni liberali
- Cosa cambia dal 2027 per tutti gli enti del Terzo settore
- L’obiettivo della comunicazione delle donazioni
- Le categorie di enti per cui cambia la disciplina
- Come prepararsi al nuovo obbligo
- Conclusioni
Comunicazione delle erogazioni liberali: cosa cambia per il Terzo settore dal 2026
Negli ultimi anni la normativa fiscale che riguarda il Terzo settore è stata progressivamente aggiornata per aumentare la trasparenza e semplificare il rapporto tra enti non profit, donatori e amministrazione finanziaria.
Tra gli adempimenti più rilevanti rientra la comunicazione delle erogazioni liberali all’Agenzia delle Entrate, che consente di inserire automaticamente le donazioni nella dichiarazione dei redditi dei contribuenti.
A partire dal 2026 cambiano però alcune regole importanti. Fino ad oggi l’obbligo riguardava solo determinate categorie di enti e, in molti casi, solo quelli con dimensioni economiche più rilevanti. Con l’entrata a regime della riforma fiscale del Terzo settore, la comunicazione delle donazioni diventerà invece un obbligo generalizzato per tutti gli enti del Terzo settore (ETS).
Vediamo quindi cosa cambia, quali sono le scadenze da rispettare e come devono organizzarsi gli enti per adempiere correttamente a questo obbligo.
La scadenza del 16 marzo 2026: chi è obbligato alla comunicazione
Per il momento restano in vigore le regole già previste dalla normativa vigente.
Gli enti interessati devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle erogazioni liberali ricevute nel 2025, rispettando la scadenza del 16 marzo 2026.
L’obbligo riguarda però solo gli enti che nel 2024 hanno registrato entrate superiori a 220.000 euro.
Per le organizzazioni che non superano questa soglia, la comunicazione rimane facoltativa. In altre parole, possono decidere di inviare comunque i dati delle donazioni ricevute, ma non sono obbligate a farlo.
Questo sistema misto, che distingue tra enti obbligati e enti che hanno solo la facoltà di comunicare le erogazioni liberali, è destinato però a cambiare nei prossimi anni.
Quali enti devono inviare la comunicazione
Secondo la normativa attualmente in vigore, i soggetti interessati da questo adempimento sono:
- enti del Terzo settore, comprese le cooperative sociali;
- Onlus ancora presenti nell’anagrafe dedicata fino alla piena operatività della riforma;
- fondazioni e associazioni riconosciute che operano nella tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali;
- fondazioni e associazioni riconosciute che svolgono o promuovono attività di ricerca scientifica individuate con specifici provvedimenti.
Non rientrano invece tra i soggetti obbligati le imprese sociali costituite in forma societaria.
La soglia dei 220.000 euro di entrate
Uno degli elementi chiave della normativa attuale è la soglia economica delle entrate pari a 220.000 euro.
Gli enti che superano questo limite devono obbligatoriamente comunicare i dati delle donazioni ricevute.
Al contrario, gli enti con entrate inferiori possono scegliere liberamente se effettuare la comunicazione o meno.
Questa soglia è stata introdotta per evitare che l’adempimento rappresenti un onere amministrativo eccessivo per le organizzazioni più piccole.
Tuttavia, con l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale del Terzo settore, questo criterio sarà superato.
I dati sulle donazioni da comunicare all’Agenzia delle Entrate
Gli enti che effettuano la comunicazione devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate alcune informazioni fondamentali sulle erogazioni liberali ricevute.
In particolare devono essere comunicati:
- il codice fiscale del donatore, se disponibile;
- l’importo della donazione;
- i dati relativi alla data e alla modalità del pagamento.
Le informazioni riguardano:
- i donatori continuativi che hanno fornito i propri dati anagrafici;
- gli altri donatori, ma solo se il pagamento contiene il codice fiscale del soggetto erogante.
Questi dati vengono utilizzati dall’amministrazione finanziaria per inserire automaticamente le donazioni nella dichiarazione dei redditi precompilata dei contribuenti.
I pagamenti tracciabili e le donazioni ammesse
Affinché una donazione possa essere comunicata all’Agenzia delle Entrate, deve essere effettuata con strumenti di pagamento tracciabili.
Tra questi rientrano:
- bonifici bancari;
- versamenti tramite ufficio postale;
- pagamenti con carte di credito;
- carte di debito;
- carte prepagate;
- altri sistemi di pagamento tracciabili previsti dalla normativa fiscale.
La tracciabilità è un requisito essenziale perché consente di verificare la provenienza delle donazioni e garantire la correttezza delle agevolazioni fiscali.
Donazioni escluse dalla comunicazione
Non tutte le donazioni devono essere comunicate.
Sono escluse, ad esempio, le erogazioni cumulative, cioè quelle effettuate da un unico soggetto in nome e per conto di più persone attraverso un unico versamento.
In questi casi non è possibile individuare con precisione i singoli donatori e quindi i dati non devono essere trasmessi.
Inoltre, quando la comunicazione è effettuata in modo facoltativo, non sono previste sanzioni per eventuali errori, a meno che l’errore non determini un indebito vantaggio fiscale per il donatore.
Come inviare la comunicazione delle erogazioni liberali
La comunicazione dei dati avviene esclusivamente in modalità telematica.
Gli enti possono procedere in due modi:
- direttamente, utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
- tramite un intermediario abilitato, come un commercialista o un CAF.
L’invio dei dati richiede l’utilizzo di un software specifico, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che consente di compilare e trasmettere correttamente le informazioni richieste.
Cosa cambia dal 2027 per tutti gli enti del Terzo settore
Il cambiamento più importante arriverà con l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale previsto dalla riforma del Terzo settore.
Per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare, il nuovo sistema entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026.
Di conseguenza, la comunicazione delle erogazioni liberali che dovrà essere effettuata entro il 16 marzo 2027 riguarderà le donazioni ricevute nel 2026 e sarà obbligatoria per tutti gli enti del Terzo settore, indipendentemente dal volume delle entrate.
Questo significa che:
- la soglia dei 220.000 euro verrà eliminata;
- tutti gli ETS dovranno organizzarsi per raccogliere e registrare correttamente i dati dei donatori.
L’unica eccezione resterà rappresentata dalle imprese sociali costituite in forma societaria.
L’obiettivo della comunicazione delle donazioni
L’introduzione e l’estensione di questo obbligo hanno una finalità ben precisa.
La comunicazione delle erogazioni liberali consente infatti di:
- semplificare la dichiarazione dei redditi dei contribuenti;
- garantire maggiore trasparenza nei rapporti tra donatori ed enti non profit;
- migliorare il sistema delle agevolazioni fiscali legate alle donazioni.
Grazie a questi dati, le detrazioni e deduzioni fiscali previste dalla normativa possono essere inserite automaticamente nella dichiarazione precompilata.
Le categorie di enti per cui cambia la disciplina
Con l’introduzione dell’obbligo generalizzato per gli enti del Terzo settore, alcune categorie di organizzazioni non saranno più soggette alla normativa specifica precedente.
Tra queste rientrano:
- le Onlus, che verranno progressivamente assorbite nel sistema del Terzo settore;
- alcune fondazioni e associazioni riconosciute attive nel settore culturale;
- alcune organizzazioni che operano nella ricerca scientifica.
Per questi enti l’obbligo continuerà ad applicarsi solo nel caso in cui acquisiscano la qualifica di ente del Terzo settore.
Come prepararsi al nuovo obbligo
Considerando l’ampliamento della platea degli enti coinvolti, è importante che tutte le organizzazioni del Terzo settore si preparino per tempo.
In particolare sarà necessario:
- raccogliere correttamente i dati anagrafici dei donatori;
- verificare la presenza del codice fiscale nelle donazioni;
- utilizzare strumenti di pagamento tracciabili;
- organizzare un sistema di registrazione delle erogazioni liberali.
Una gestione accurata di questi aspetti consentirà di affrontare senza difficoltà l’obbligo di comunicazione che entrerà pienamente in vigore nei prossimi anni.
Conclusioni
La comunicazione delle erogazioni liberali rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui il sistema fiscale garantisce trasparenza e correttezza nel rapporto tra donatori, enti non profit e amministrazione finanziaria.
Se oggi l’obbligo riguarda solo una parte delle organizzazioni e dipende dal volume delle entrate, dal 2027 la situazione cambierà radicalmente: tutti gli enti del Terzo settore saranno chiamati a comunicare le donazioni ricevute.
Per questo motivo è fondamentale che gli ETS inizino già ora ad adottare procedure interne efficaci per la raccolta e la gestione dei dati relativi alle erogazioni liberali.
Una preparazione adeguata consentirà non solo di rispettare gli obblighi normativi, ma anche di rafforzare la fiducia dei donatori e la trasparenza delle attività svolte.

